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COMUNE DI VICENZA. DAL 20 DICEMBRE AL 22 FEBBRAIO L’OLIMPICHETTO IN BASILICA PALLADIANA

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È stata presentata il 26 novembre in Sala Stucchi di Palazzo Trissino la mostra organizzata dal Comune e che prende il posto di quella “I tre capolavori”: dal 20 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026 il Salone della Basilica Palladiana torna a essere un vero spazio scenico ospitando “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”.
Il grande progetto espositivo è ideato e promosso dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed è curato da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.
Lo hanno presentato il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore alla cultura Ilaria Fantin, Michele Coppola, executive director Arte e Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e direttore generale Gallerie d’Italia e  il curatore Ivan Stefanutti (foto di Gianni Poggi).
Al centro della mostra, la ricostruzione delle scene e delle prospettive del Teatro Olimpico realizzata a Vicenza nel 1948 per portare in tournée nel mondo l’Edipo Re di Sofocle, nello storico allestimento del regista Guido Salvini.
Olimpichetto è una riproduzione in legno, tela e gesso della frons scenae e delle vie di Tebe del Teatro Olimpico, leggermente più piccola dell’originale, pensata fin dall’inizio per essere smontata, trasportata e rimontata.
Nel primo Dopoguerra, Guido Salvini – figura chiave del teatro italiano tra le due guerre, regista del Maggio Musicale Fiorentino e collaboratore di Luigi Pirandello – matura l’idea di trasformare il patrimonio palladiano in una forma teatrale itinerante. Per l’Edipo Re che porta finalmente in scena al Teatro Olimpico nel settembre 1948, fa realizzare una copia smontabile del boccascena palladiano: nasce così Olimpichetto, un piccolo grande teatro pensato per viaggiare.
La prima “uscita” di Olimpichetto è al Cambridge Theatre di Londra, il 4 ottobre 1948: l’Edipo Re diretto da Guido Salvini è portato in tournée dalla compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che schiera interpreti affermati e giovani promesse come Vittorio Gassman e Nino Manfredi. Lo spettacolo approda poi a Parigi, al Théâtre Sarah-Bernhardt (oggi Théâtre de la Ville), trasformando Olimpichetto in un ambasciatore internazionale del teatro italiano e dell’architettura vicentina.
Dagli anni Ottanta i viaggi riprendono: la scenografia itinerante tocca Lisbona, Madrid, Berlino, Ludwigshafen am Rhein, Houston, Buenos Aires, oltre a numerosi teatri italiani, fino ai primi anni 2000, quando viene ricoverata nei magazzini comunali e progressivamente dimenticata.
La riscoperta di Olimpichetto nasce da una curiosità dell’assessore Fantin e si trasforma in un lungo lavoro di ricerca coordinato dai Musei Civici. Da una scenografia con timbri di destinazione sul retro – le vie di Tebe che nessuno ricordava più – prende forma un’indagine d’archivio che, faldone dopo faldone, ricompone come un grande puzzle la storia del teatro portatile.
Prima dell’allestimento, Olimpichetto è stato oggetto di un importante intervento di pulitura, consolidamento e reintegrazione cromatica, concordato con la Soprintendenza e affidato a Engim–Professioni del Restauro, nell’ambito della formazione del “tecnico del restauro di beni culturali”.
Allestire Olimpichetto nel Salone della Basilica significa riunire idealmente il primo e l’ultimo cantiere di Andrea Palladio. Con il riallestimento del 2025, curato scenograficamente dal regista Ivan Stefanutti, la Basilica torna ad essere un teatro dentro l’architettura: l’imponente struttura di Olimpichetto occupa parte del Salone e sarà accessibile al pubblico, che potrà letteralmente entrare nel cuore della scenografia, cogliendone da vicino la dimensione fisica e simbolica. L’altra metà del Salone ospiterà una mostra documentaria dedicata alla storia dell’Olimpichetto, dalle origini legate all’Edipo Re del 1948 alla sua lunga tournée europea e intercontinentale.
Sul palcoscenico di Olimpichetto, per due mesi, si alterneranno spettacoli di teatro, musica e danza, reading, conferenze e laboratori, in un programma interdisciplinare sotto la direzione artistica di Roberto Cuppone.
L’ingresso sarà gratuito per residenti a Vicenza e provincia, per i non residenti compreso nel biglietto del monumento (intero € 6, ridotto € 4), per i possessori del biglietto Basilica ingresso con biglietto ridotto alle Gallerie d’Italia.
Orari di apertura: martedì–domenica, ore 10–18.

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