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COMUNE DI VICENZA. BILANCIO PREVENTIVO 2026: MANOVRA CHIUSA MALGRADO 1,2 MILIONI DI EURO IN MENO DI TRASFERIMENTI DALLO STATO

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Il Bilancio preventivo 2026 del Comune di Vicenza punta al ricorso ad ogni possibile fonte di finanziamento, a eventuali correttivi nel corso dell’anno e a piccoli ricalcoli delle imposte locali per far fronte ai pesanti tagli imposti dal Governo ai trasferimenti verso gli enti locali soprattutto in materia di spesa sociale per minori e persone con disabilità e nel costo del personale e che avranno consistenti ricadute soprattutto sulla spesa corrente.
il sindaco Giacomo Possamai e la vicesindaca e assessore alle Risorse economiche Isabella Sala (nella foto) contano di portare la manovra all’esame del Consiglio comunale entro Natale: «facciamo appello all’Esecutivo – ha dichiarato Possamai – e speriamo che nella prossima Legge di bilancio adotti quei correttivi indispensabili per mantenere gli impegni che lo stesso Governo ha assunto, per esempio per fronteggiare gli aumenti di stipendio previsti dall’ultimo rinnovo di contratto, per farci aprire gli asili nido che abbiamo costruito con i fondi del Pnrr, e per non ridurre l’assistenza ai minori e alle persone con disabilità».
In particolare, la pre-intesa recentemente sottoscritta per i rinnovi contrattuali che adeguano al costo della vita gli stipendi del personale dipendente degli enti locali si traduce, per il Comune di Vicenza, in quasi 1 milione in più per il 2026 e fino a 2 milioni nel 2028. Sono inoltre aumentati dallo scorso anno i costi dei servizi per i contratti dei soggetti che svolgono servizi per i comuni.
Con l’apertura, poi, dei tre nuovi asili nido finanziati parte con il Pnrr e parte con circa 2 milioni di euro di risorse comunali, a settembre 2026 entrano a regime ben 134 nuovi posti, e lo Stato non ha previsto alcun sostegno per i costi di gestione dei Comuni che abbiano almeno il 33 per cento di capienza nei nidi. Per questo, si calcola che il Comune debba reperire da altre fonti circa 1 milione di euro (296.585 euro nel 2026, e 742.650 dal ’27, oltre ai 600 mila euro per gli arredi inseriti nel Piano triennale degli acquisti di beni e servizi.
Per quanto riguarda la spesa sociale, i mancati trasferimenti dallo Stato incidono in modo pesante: sono già state stanziate, infatti, maggiori risorse per minori (+165 mila euro), persone con disabilità (+250 mila euro), anziani inseriti in strutture socio-sanitarie (+200 mila euro), per emergenza abitativa e sostegni economici (+50 mila euro). Difficile, in particolare, è la assistenza ai minori: per l’ospitalità disposta da decreto dell’autorità giudiziaria, che costa circa 894 mila euro, lo Stato ne ha riconosciuto al Comune di Vicenza appena 38 mila (il 4,3%) e poco più dell’1 per cento delle risorse investite per sostenere le famiglie e prevenire gli allontanamenti, complessivamente pari a circa 2 milioni l’anno.
«Siamo orgogliosi di poterci confermare anche nel Bilancio 2026 un Comune attento al sociale – ha assicurato la vicesindaca Sala – e cercheremo comunque di compensare le minori entrate dallo Stato, quantificabili in almeno 1,2 milioni di euro all’anno, perché ai tagli decisi sulla spesa corrente nel 2024, di circa 500 mila euro fino al 2028, si sono aggiunti quelli del 2025, pari a circa 700 mila euro fino al 2029».
Per non intervenire sui livelli di spesa, la giunta Possamai si è concentrata sul ricalcolo di alcune voci di entrata, come l’Imu e l’aliquota Irpef: «rispetto all’Imu – ha spiegato in dettaglio Sala – confermiamo la manovra che ha portato da 0,84 a 0,48 l’aliquota delle case affittate per almeno 9 mesi a studenti, così come l’agevolazione per giovani imprenditori under 36. Confermiamo la nuova fattispecie per alloggi sociali di Iacp o Erp in assegnazione (aliquota a 0,40) e l’esenzione totale per gli alloggi dati in comodato gratuito al Comune. Rimangono le agevolazioni introdotte per sostenere le attività del territorio e per il contrasto al fenomeno delle serrande chiuse e abbiamo rideterminato il passaggio da 0,48 a 0,66 per l’aliquota sugli alloggi locati a canone concordato, che si traduce in media in circa 8 euro al mese, e che mantiene comunque il nostro Comune tra i più virtuosi in Veneto e in tutta Italia. Inoltre, prevediamo il passaggio all’aliquota massima dell’1,06 per mille solo per gli immobili utilizzati da istituti di credito (categoria D5)».
Anche l’aliquota dell’addizionale comunale sull’Irpef è stata rideterminata, uniformandola allo 0,80 per cento per le tre fasce, con una differenza stimata secondo le fasce di circa 1 – 3 euro al mese.

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