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COMUNE DI CREAZZO. IN CONSIGLIO COMUNALE LA INTERROGAZIONE DI CIVICA PER CREAZZO SULLA VENDITA DELLA PISCINA

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Il 17 marzo il Consiglio comunale di Creazzo si è riunito in seduta straordinaria e pubblica per discutere un ordine del giorno che comprendeva la risposta ad una interrogazione presentata dal gruppo di opposizione Civica per Creazzo su un tema molto sentito dai cittadini, la vendita della Piscina comunale (https://ilpunto.news/comune-di-creazzo-lamministrazione-mette-in-vendita-la-piscina-comunale-la-critica-di-civica-per-creazzo/).
La interrogazione è stata illustrata dal capogruppo della civica Andrea Bombarda: “la piscina di Creazzo fa parte della storia di questo paese. Una delle prime piscine coperte, vanto del paese, lustro per le agenzie immobiliari e soprattutto servizio per i cittadini. Storia e lunga e travagliata quella della piscina… Tra vasche sottodimensionate e tetti da rifare. Una storia che si ferma molti anni fa, con la costruzione della vasca esterna e del famoso «fungo» che tutti i ragazzi conoscono. Da allora silenzio. Nessun investimento. Scarsa (molto scarsa) manutenzione”.
“Per arrivare all’accelerazione di questi ultimi mesi – ha spiegato il capogruppo -. Lo scorso anno, a pochi mesi dalla fine del contratto con Leosport viene lanciata la proposta di partenariato pubblico privato (bella proposta, ma tardiva), diverse società si dicono interessate, nessuna però risponde. La piscina non attrae. E così mentre festeggiavamo Thomas Ceccon, la chiudiamo. Ora è in vendita. Per circa 3 milioni di euro. Da capire se verrà venduta… Per quella cifra e visti i numerosi e onerosi lavori da fare”.
“Come si è arrivati a questo punto? – ha chiesto Bombarda – Si è arrivati qui a causa di anni e anni di disinteresse. Di mancati investimenti, di mancata sollecitazione di investimenti. E così i tubi dell’areazione sono letteralmente mangiati dalla ruggine, le caldaie non funzionano. Poi problemi al soffitto con pannelli
che si staccano, spogliatoi da rifare. Non sono cose successe tutte in un anno. Sono problemi che si trascinano da tempo. Le priorità? Altre. Non è vero che non ci sono soldi. O, meglio, è ovvio che ora non ci sono tutti questi soldi. Sono anni che non ne sono stati stanziati. Ma quello che è mancato, oltre alla manutenzione, è la prospettiva, la visione di una piscina da qui ai prossimi anni. È mancata la capacità imprenditoriale di creare una realtà moderna”.
“Ma dov’era l’amministrazione? – ha attaccato il consigliere di Civica per Creazzo -. Non solo questa ma quella degli ultimi 15 anni. I riferimenti li abbiamo tutti qui: ovvero l’ex sindaco ora assessore Stefano Giacomin e la sindaca Carmela Maresca. Ma dov’era l’amministrazione? Non pervenuta. Come non sono pervenute le continue richieste di incontro, le continue richieste di convocare la commissione (si, esisterebbe pure una commissione specifica per la piscina!)”.
“Lo scopo della piscina – ha concluso Bombarda – deve essere quello di essere servizio per i cittadini di Creazzo. Vendere la piscina vuol dire rinunciare al ruolo che ha l’amministrazione di tutelare i cittadini.
Valorizzare questo servizio per loro. Magari saremo fortunati, e ci troveremo con un imprenditore attento alla realtà cittadina e alle associazioni, ma potremmo trovare un imprenditore con idee diverse, magari, ipotizzo, per una piscina di lusso… La vendiamo. Abbiamo un sacco di soldi… 3 milioni di euro. Poco più di metà del costo della nuova scuola dell’infanzia. Cosa ci facciamo? Cosa serve a Creazzo per i prossimi 10/20 anni? Che visione abbiamo di questo paese? Che sogni abbiamo su questo paese?”.



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