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COMUNE DI ARCUGNANO. OTTO CONSIGLIERI SI DIMETTONO PER FAR CADERE SINDACO E GIUNTA

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Il 2 gennaio otto consiglieri comunali di Arcugnano hanno formalizzato le proprie dimissioni. Sono Alessandro Artolozzi, Matteo Bruscato, Simone Cuomo, Patrizia Muraro, Laura Posenato, Moreno Vicari
Michele Zanotto e Enrico Maria Zucconi.
La loro scelta è l’epilogo di una involuzione molto complessa all’interno della maggioranza che sosteneva l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Carollo, che nei mesi scorsi ha perso progressivamente coesione e componenti fino ad arrivare alle dimissioni dell’assessore al bilancio Zucconi in contrasto con il primo cittadino, accusato di aver elaborato il consuntivo annuale senza la collaborazione dell’assessore. In occasione del consiglio comunale del 30 dicembre ci sono state quattro consiglieri di maggioranza avevano lasciato il gruppo ed erano entrati in quello misto e il bilancio triennale 2026-2028 era stato approvato grazie ad un solo voto in più.
L’iniziativa politica ha riunito consiglieri sia di maggioranza che di opposizione: Artolozzi, Bruscato, Vicari e Zucconi del Gruppo misto (ex Arcugnano al Centro), Cuomo e Posenato (Idee in Comune per Arcugnano), Muraro e Zanotto (Pro Arcugnano).
Il Consiglio si è così ridotto a soli quattro consiglieri e, in conseguenza, decadono sia il Sindaco che la Giunta.
Questo il testo del comunicato stampa pubblicato dai consiglieri dimissionari:
“Le istituzioni meritano sempre rispetto; è proprio per rispetto verso le istituzioni e, soprattutto, verso i
cittadini di Arcugnano – che da tempo chiedono un cambio di passo chiaro e credibile – che oggi
riteniamo non sia più possibile ignorare la realtà.
Negli ultimi mesi è diventato evidente ciò che molti cittadini segnalano con crescente preoccupazione:
non esistono più le condizioni politiche, numeriche e di fiducia per garantire una guida stabile ed
efficace del Comune di Arcugnano. Non si tratta di una lettura di parte o di una valutazione strumentale,
ma di una constatazione oggettiva dei fatti.
I numeri in Consiglio comunale non assicurano più stabilità. La maggioranza non è più tale. Sono venute
meno l’unità, la coesione e la fiducia politica necessarie per portare avanti un progetto condiviso.
Governare cercando ogni volta una maggioranza su singoli provvedimenti non significa dialogare o
confrontarsi: significa inseguire i numeri, svuotando di senso l’azione amministrativa. Far passare singoli
atti non equivale a governare, ma a sopravvivere politicamente.
La responsabilità politica non è andare avanti comunque, né tirare a campare, né ostinarsi a restare in
sella quando la precarietà dell’amministrazione è ormai certificata dai fatti. La responsabilità politica, in
questo caso, è riconoscere che il mandato ricevuto non può più essere esercitato con la necessaria
serietà ed efficacia.
Per questo, le dimissioni contestuali di otto consiglieri comunali, avvenute questa mattina, non
rappresentano una rinuncia, ma un atto di responsabilità istituzionale e democratica, assunto nel
rispetto delle istituzioni e, prima di tutto, dei cittadini. È una scelta difficile, che non affrontiamo con
superficialità o leggerezza, ma necessaria per evitare che il Comune venga trascinato in una paralisi
amministrativa sempre più evidente.
Quando il Sindaco e la Giunta decidono di non compiere questo passo, nonostante il venir meno delle
condizioni politiche che permettono di governare il comune, spetta ai consiglieri assumersi la
responsabilità di farlo. Responsabilmente lasciamo il Consiglio con un bilancio, seppur migliorabile,
approvato, ma soprattutto consapevoli che è stato avviato l’iter giudiziario riguardante la scuola
secondaria di primo grado U. Foscolo di Torri e che, per poter intervenire, dobbiamo attendere le
decisioni del Tribunale.
Restituire la parola ai cittadini non è una sconfitta, ma l’unica scelta corretta quando viene meno la
fiducia politica e la stabilità amministrativa.
Oggi il gesto più serio, dignitoso e democratico è proprio questo: consentire ai cittadini di Arcugnano di
decidere come ripartire, con un’amministrazione che abbia numeri certi, una visione condivisa e la forza
politica necessaria per governare davvero”.

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