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CISL VICENZA: UN LAVORATORE SU TRE TEME DI PERDERE IL LAVORO, 2/3 HANNO DIFFICOLTÀ ECONOMICHE 

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Cisl Vicenza ha chiesto ai lavoratori vicentini attese e previsioni sul futuro attraverso una indagine realizzata dal Centro Studi Cisl Vicenza su un campione di oltre 1.000 lavoratori , ai quali è stato chiesto un giudizio sulle loro condizioni lavorative ed economiche e sulle loro aspettative per il 2026.
Proprio il lavoro e l’economia rappresentano il “problema più urgente da risolvere” per la maggior parte degli intervistati: ha indicato questo tema il 42,66% dei rispondenti, ben più delle guerre (24,90%) e di altre tematiche vicentine alla quotidianità come la sanità (16,27%) e la sicurezza (7,64%).
A conferma di questo, circa 2/3 dei rispondenti al questionario dichiara di avere avuto difficoltà economiche nell’ultimo periodo. Quest’ultimo dato naturalmente è influenzato dal reddito: non a caso la percentuale tocca il massimo (46,6%) tra quanti hanno un reddito inferiore ai 10 mila euro, ma si mantiene oltre il 20% – 1 su 5 – anche fino a 30 mila euro l’anno di reddito. È significativo inoltre osservare che anche tra i redditi medio-alti non mancano le criticità: tra quanti hanno un reddito di oltre 40 mila euro l’anno, l’8,51% dichiara comunque difficoltà economiche.
Va sottolineato che, al di là delle condizioni strettamente economiche, i vicentini dimostrano un generale attaccamento e apprezzamento per l’attività professionale svolta: il 47,02% dei rispondenti si dichiara “abbastanza soddisfatto” del proprio lavoro e il 12,3% “molto soddisfatto”, solo il 9,13% si dice “per nulla soddisfatto”.
Per il futuro il quadro si fa ancora più fosco: solo il 15,74% dei rispondenti si attende un miglioramento della situazione economica personale o della propria famiglia. E se il 43,43% non prevede cambiamenti significativi, ben il 40,84% si aspetta invece un ulteriore peggioramento. In pratica, in un contesto economico già considerato difficile, il numero di quanti si attendono un 2026 ancora più difficile è quasi tre volte quello di chi risponde con un certo ottimismo.
Interrogati invece sulle loro aspettative generali (dunque non solo relative a se stessi o alla propria famiglia) per il 2026, solo l’8,17% prevede un anno migliore rispetto al 2025, con un 47,71% che prevede una situazione sostanzialmente invariata e un significativo 44,12% che si attende un peggioramento generale.
Inizia a manifestarsi anche una certa paura per la perdita del lavoro: infatti se è pur vero che la maggioranza (65%) non manifesta questo timore, per un territorio ad alta densità di occupazione come quello Vicentino rappresenta un dato anomalo e preoccupante che oltre un terzo (35%) abbia motivi per ritenere il proprio posto a rischio nei prossimi 12 mesi: più in dettaglio il 19,64% si dichiara “abbastanza preoccupato” e addirittura il 15% “molto preoccupato”.
Anche in questo caso le risposte sono differenziate in base al reddito: ad esprimere maggiore preoccupazione sono le fasce più deboli (è preoccupato di perdere il lavoro nei prossimi 12 mesi il 61,17% di quanti hanno un reddito entro i 10 mila euro) ma oltre 1 vicentino su 4 della classe media ha lo stesso timore (oltre il 25% dei rispondenti con reddito fino ai 40 mila euro) e anche un 1 vicentino su 5 con reddito medio-alto (oltre i 40 mila euro) esprime la medesima preoccupazione, a conferma di come l’insicurezza del lavoro sia oggi un tema sempre più trasversale anche nel tessuto sociale vicentino.

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