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CASI ROGGERO, DELMASTRO, CHICO FORTI E I MINORENNI: LA GIUSTIZIA A DOPPIO BINARIO DI CHI GOVERNA

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L’AUTORE

Enzo De Biasi


L’articolo qui proposto, a cura di Enzo De Biasi, affronta un tema di stringente attualità politica e costituzionale: la deriva verso una giustizia “a doppio binario” guidata dalle scelte e dalle narrazioni dell’attuale Esecutivo. Con la consueta lucidità analitica, De Biasi mette in fila quattro vicende emblematiche del nostro presente:

  • Il Caso Roggero: La condanna definitiva per duplice omicidio confermata in Cassazione — emessa da una Corte d’Assise composta per ben due terzi da giudici popolari estratti tra i cittadini — e la reazione mediatica dei vertici di Governo (Salvini e Meloni) che, prima ancora di leggere le motivazioni della sentenza, invocano la grazia a favore di camera, alimentando un pericoloso “tribunale del popolo” contro le sentenze dello Stato di Diritto.
  • Il Caso Delmastro: L’attivazione dello “scudo” parlamentare da parte della maggioranza di destra per sottrarre il deputato ed ex sottosegretario agli accertamenti della Magistratura sulle sue chat nell’ambito di un’inchiesta con l’aggravante mafiosa.
  • Il DDL Minorenni e il bluff del “Modello Caivano”: L’introduzione della “presunzione di responsabilità” per gli adolescenti tra 14 e 18 anni voluta dal Ministro Nordio. Un approccio punitivo e d’impatto propagandistico che, come dimostrano i dati impietosi del post-Decreto Caivano (+38% di denunce minorili e carceri piene di giovani emarginati), non scardina la criminalità organizzata ma scarica l’incapacità delle politiche sociali sui soggetti più fragili.
  • Chico Forti vs. i 2.600 italiani “invisibili”: La passerella della Premier sulla pista d’atterraggio per il rientro del condannato all’ergastolo negli USA, a fronte dell’abbandono istituzionale di oltre 2.600 connazionali reclusi in condizioni disumane nei penitenziari di tutto il mondo.

La tesi di fondo dell’autore: Attraverso un filo rosso (pardon, nero), si dimostra come la giustizia venga progressivamente piegata ad uso e consumo di parte: forte e inflessibile con i deboli e i minorenni delle periferie, garantista e autoassolutoria con i propri appartenenti o con i casi ad alto gradimento elettorale. Un’analisi che richiama l’opinione pubblica al dovere di non ridursi a “seguaci” acritici della propaganda, ma di ritrovare la consapevolezza del cittadino a difesa delle istituzioni repubblicane.

Leggi l’articolo completo

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Così si presenta Enzo De Biasi

“Sono un cittadino italiano/europeo, sono stato lavoratore del Pubblico Impiego, so leggere, scrivere e far di conto come prescrive la legge Casati del 1859.”

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