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CAMERA DI COMMERCIO. NEL 4° TRIMESTRE 2025 CRESCIUTA LA PRODUZIONE. BENE ALIMENTARE MODA E CONCIA

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Il 2025 si è chiuso con il segno “+” per quanto riguarda la produzione manifatturiera vicentina, ma il contesto rimane all’insegna dell’incertezza, e questo già prima dello scoppio del conflitto tra Israele e Stati Uniti con l’Iran, le cui conseguenze economiche potranno essere valutate solo tra qualche mese. L’indagine congiunturale della Camera di Commercio relativa al IV trimestre del 2025 mostra infatti un ulteriore piccolo recupero della produzione, che conferma il discreto andamento dei mesi estivi accompagnato nell’ultimo trimestre da un incremento anche del fatturato; non si può tuttavia ancora parlare di un punto di svolta per la produzione, la cui serie dalla primavera del 2023 mostra variazioni negative o prossime allo “0”.
Più in dettaglio, sia la produzione che il fatturato rispetto al 3° trimestre mostrano un incremento pari a +0,6%, peraltro più contenuto rispetto alla media regionale (+1,2%), sebbene migliore rispetto al dato nazionale (-0,2%). Il confronto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, invece, mostra sì una leggera crescita del fatturato (+0,5%), ma una situazione invariata per quanto riguarda la produzione. Tuttavia, analizzando la dinamica della produzione media annuale il confronto con il 2024 è ancora negativo (-0,8%) dopo la variazione negativa già registrata nel confronto tra 2024 e 2023: la contrazione è dovuta alla più marcata debolezza del primo semestre non controbilanciata dalla leggera ripresa del secondo.
La produzione è cresciuta in modo apprezzabile per alimentare, sistema moda e concia (anche se per quest’ultimi il confronto avviene con un periodo molto difficile), viceversa sono negativi i dati di orafo, legno-arredo e, in misura minore, della metalmeccanica.
Situazione ribaltata invece, rispetto al III trimestre, per quanto riguarda l’andamento degli ordini, dove contrariamente al periodo estivo nell’ultima parte dell’anno a sostenere questa mini-ripresa sono stati soprattutto i mercati esteri (+2,4%) a fronte di una flessione di quello interno (-1,9%).
Le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) sono state 3,7 milioni, -20,3% rispetto ai 4,7 milioni del III° trimestre e in riduzione anche rispetto al 4° trimestre 2024 (erano state 5,3 milioni). Prendendo in considerazione le ore complessive di CIG del 2025, la diminuzione rispetto al 2024 è significativa ma resta su livelli elevati (19 milioni contro 20,6 milioni, -8%; nel 2019 erano però meno di 4 milioni).

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