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BRT. IL COMITATO SAN FELICE INDIGNATO PER LA SCELTA DEL COMUNE DI CONFERMARE IL DOPPIO SENSO DEI BUS RAPID TRANSIT

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ll Comitato San Felice ha pubblicato un lungo comunicato in replica alla decisione del Comune di attuare il doppio senso di marcia dei Bus Rapid Transit lungo il corso. Ne riportiamo alcuni stralci.
“Il Comitato San Felice esprime profonda indignazione per l’esito dell’incontro tenutosi nella serata del 06.07.2025 presso il Comune di Vicenza e per il successivo comunicato alla stampa, dal quale emerge con chiarezza che l’Amministrazione ha deciso di procedere sostanzialmente con l’impianto originario del progetto: doppio senso per autobus e futuro metrobus su Corso SS. Felice e Fortunato, eliminazione della sosta lungo la strada e della ciclabile, spostamento dei parcheggi in aree laterali e nessuna reale modifica del tracciato. Dopo quasi tre anni di – citiamo le parole del Comune – “approfondimenti”, incontri, richieste di confronto, istanze di accesso agli atti e una formale diffida, il risultato è che il Comune conferma una scelta già assunta, senza avere fornito al Comitato la documentazione tecnica richiesta e senza avere dimostrato l’esistenza di una vera istruttoria comparativa. Anzi: senza, sostanzialmente, avere mostrato nulla, neppure laddove per legge – prima ancora che per rispetto dei cittadini – era tenuto a farlo. Il punto non è la contrarietà pregiudiziale al trasporto pubblico. Il punto è che una trasformazione
così impattante su una delle principali porte di accesso al centro storico viene imposta senza che
siano stati messi a disposizione dei cittadini dati, studi e valutazioni verificabili. Nel corso dell’incontro sono state mostrate alcune slide e fornite rassicurazioni verbali, ma non è stata prodotta alcuna documentazione completa, formalizzata e verificabile, idonea a dimostrare che il progetto sia stato preceduto da un’istruttoria adeguata.
Considerata la diffida e messa in mora e, ancora prima, le istanze di accesso agli atti inviate al Comune, il Comitato si aspettava quantomeno di ricevere la documentazione richiesta in quell’occasione. Anche questa volta, invece, ciò non è avvenuto.
Ancora una volta sono state fornite al Comitato soltanto parole e, drammaticamente, le stesse parole
di anni addietro. Non vi è stata alcuna reale trasparenza, alcun supporto documentale, alcuna spiegazione concreta o tecnica, ma solamente generiche rassicurazioni alle quali il Comitato, stante il comportamento tenuto dal Comune, non può più credere.
A questo punto il Comitato non può che domandarsi perché l’Amministrazione continui a comportarsi in questo modo: perché evitare la consegna degli atti? Perché non rispondere formalmente alle istanze? Perché non confrontarsi sui documenti? Perché trattare le osservazioni dei cittadini come un fastidio, anziché come un contributo serio alla qualità delle decisioni pubbliche?
Il Comune ha sostenuto che l’ipotesi di consentire il ritorno dei mezzi su Viale Roma da Piazzale De Gasperi non sarebbe praticabile perché la Soprintendenza avrebbe espresso un parere negativo. Tuttavia, tale parere non è stato – ancora una volta – consegnato al Comitato, né è stato chiarito in modo documentale a quale specifica soluzione si riferisse, con quali motivazioni e se siano state valutate possibili varianti progettuali. È bene ricordarlo: la Soprintendenza può esprimersi su profili di tutela monumentale o paesaggistica, ma non sostituisce il Comune nella scelta del tracciato migliore e meno impattante per la città. Il parere della Soprintendenza, ove esistente, è un elemento dell’istruttoria, non l’intera istruttoria.
Ancora più incomprensibile è la bocciatura dell’alternativa su Viale Milano. L’unica motivazione scritta conosciuta dal Comitato – peraltro non fornita direttamente al Comitato, ma emersa grazie all’iniziativa di un cittadino – è che in Viale Milano vi sarebbero circa trenta attività commerciali e che, per tale ragione, non sarebbe possibile sacrificare tre posti auto. Si tratta di una motivazione che il Comitato ritiene illogica e contraddittoria.
Su Corso SS. Felice e Fortunato insistono attività commerciali in numero analogo, spesso storiche e radicate nel quartiere, ma qui il Comune ritiene invece accettabile eliminare circa trenta posti auto,
sacrificare la sosta di prossimità, modificare radicalmente l’accessibilità, spostare il carico-scarico e
imporre il doppio senso dei bus lungo tutto il tratto.
La domanda è semplice: perché tre posti auto su Viale Milano sarebbero intoccabili, mentre trenta
posti auto su Corso SS. Felice possono essere cancellati senza problemi? Questa non è una motivazione tecnica. È una contraddizione evidente.
Vi è poi un ulteriore profilo del tutto trascurato: Corso SS. Felice e Fortunato è da sempre interessato da un intenso passaggio pedonale e ciclabile, tanto che lo stesso Comune, a suo tempo, aveva ritenuto necessario realizzare una pista ciclabile proprio lungo quel tratto. Oggi quella pista ciclabile viene eliminata. Ma il Comune ha studiato gli effetti concreti di tale eliminazione? Ha valutato dove passeranno biciclette e monopattini? Ha stimato l’impatto sulla sicurezza dei pedoni? La risposta, allo stato, è no. Nessuno studio è stato consegnato, nessuna valutazione è stata mostrata, nessuna misura concreta è stata illustrata.
Preoccupa inoltre il tema ambientale e della salute dei cittadini. Corso SS. Felice e Fortunato è già oggi una strada fortemente trafficata e critica sotto il profilo della qualità dell’aria. Eppure il Comune non ha fornito al Comitato alcuno studio specifico su emissioni, NO₂, PM10, PM2.5, impatto sanitario o peggioramento della qualità dell’aria”.
Il comunicato conclude “il Comitato San Felice chiede quindi al Comune di sospendere ogni decisione attuativa sul tratto interessato e di rendere immediatamente disponibili tutti gli atti, i pareri, gli studi e le valutazioni tecniche richiamate o comunque poste a fondamento della scelta. Il Comitato ricorda inoltre che resta integralmente ferma ed efficace la diffida e formale messa in mora già notificata al Comune, con tutte le riserve ivi formulate. La mancata risposta, la mancata ostensione degli atti richiesti e l’eventuale prosecuzione dell’iter in assenza di una compiuta istruttoria potranno essere valutate nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie, anche ai fini dell’accertamento di eventuali profili di illegittimità e responsabilità. In mancanza, il Comitato valuterà ogni iniziativa utile nelle sedi competenti, amministrative e giudiziarie, a tutela di residenti, proprietari, commercianti e operatori economici della zona. Parimenti continuerà nelle attività di opposizione al progetto, promuovendo appuntamenti ed incontri pubblici rivolti alla sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza. San Felice non può essere trattata come una strada di servizio sacrificabile”.

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