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BRT. IL COMITATO SAN FELICE DÀ L’ULTIMATUM ALLA GIUNTA CON UNA DIFFIDA E UNA MESSA IN MORA

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Notifica al Comune di Vicenza di una diffida e di una messa in mora: il Comitato San Felice si è stancato di aspettare le risposte chieste all’amministrazione nel novembre dell’anno scorso sul doppio senso di marcia nella storica strada e passa alle vie legali o meglio ai preliminari delle stesse.
Il 18 aprile una rappresentanza del Comitato, che riunisce commercianti e residenti della zona, si è radunata lungo il corso per una nuova manifestazione pubblica (foto di Gianni Poggi) e per una conferenza stampa, in cui sono state annunciate le mosse predisposte dai dirigenti del gruppo, in primis il portavoce Massimo Colombara.
“Il progetto relativo al sistema BRT/Metrobus del Comune di Vicenza – premette la diffida – interessa, tra gli altri, il tratto di Corso SS. Felice e Fortunato, area ad elevata densità abitativa, commerciale e viabilistica, caratterizzata dalla presenza di edifici, attività economiche, accessi carrai e pedonali, aree di sosta, spazi di carico-scarico e flussi di traffico già oggi particolarmente delicati; da tempo i residenti, i proprietari e gli operatori economici della zona rappresentano fondate preoccupazioni in ordine alle conseguenze del progetto sul piano della tenuta statica e della vulnerabilità degli immobili prospicienti il tracciato, della sicurezza, della vivibilità e dell’accessibilità della zona, della continuità aziendale e commerciale delle attività insistenti sul tratto interessato e dell’impatto viabilistico complessivo, sia in fase di cantiere sia a regime”.
“Risulta, allo stato, – denuncia l’atto – gravemente carente, incompleta o comunque non resa in modo chiaro, intellegibile e verificabile la rappresentazione pubblica dei dati tecnici essenziali relativi agli impatti effettivi del progetto sul tratto di Corso SS. Felice e Fortunato, contestato non solo dal Comitato San Felice, dai suoi residenti e commercianti, ma anche da Associazioni di Categoria, tecnici e altri soggetti interessati; in particolare, non risultano ad oggi resi noti in modo puntuale e completo, ovvero comunque messi a disposizione dei soggetti direttamente incisi, dati e documenti idonei a chiarire, negli intenti del Comune”.
A proposito delle diverse ipotesi alternative di tracciato e di organizzazione dell’intervento che il Comitato ha sottoposto alla amministrazione, “i sottoscrittori hanno interesse a conoscere se dette alternative siano state formalmente esaminate, da chi, sulla base di quali criteri tecnico-economici, con quali esiti istruttori e per quali ragioni esse siano state eventualmente ritenute non accoglibili, essendo del tutto insufficiente ogni eventuale rigetto generico, stereotipato o non supportato da una motivazione puntuale e verificabile”.
Le richieste del Comitato al Comune sono nel dettaglio: “mettere a disposizione entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, in forma completa, intellegibile e possibilmente in formato digitale, tutta la documentazione tecnica, istruttoria e progettuale relativa al tratto di Corso SS. Felice e Fortunato; sospendere ogni determinazione attuativa o esecutiva sul tratto di Corso SS. Felice e Fortunato, sino al completamento di una istruttoria effettiva, trasparente e partecipata; attivare con urgenza
un contraddittorio tecnico con i sottoscrittori, i rispettivi consulenti e i portatori di interesse direttamente incisi, mediante convocazione di apposito tavolo tecnico o incontro formale; dare formale conto, in modo specifico e documentato, delle proposte alternative di tracciato o di organizzazione dell’intervento già formulate dal Comitato San Felice e da altri soggetti interessati e/o tecnici incaricati; disporre, prima di ogni intervento materiale, una verifica preventiva sugli immobili prospicienti il tratto interessato; esplicitare formalmente quali concrete misure l’Amministrazione intenda adottare”.
La diffida si conclude con la messa in mora del Comune: “in difetto di tempestivo, completo e motivato riscontro, i sottoscrittori si vedranno costretti ad adire ogni competente sede: amministrativa, per la tutela avverso atti, omissioni, silenzi, carenze istruttorie e difetti di motivazione; civile, per il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi da proprietari, residenti, esercenti e operatori economici; nonché ogni ulteriore sede competente per l’accertamento di eventuali responsabilità. Con espressa riserva di impugnare ogni atto, provvedimento o determinazione lesiva, anche sopravvenuta, nei termini di legge: promuovere ulteriori istanze di accesso agli atti e richieste istruttorie; depositare relazioni tecniche di parte in ordine alla vulnerabilità degli immobili e agli impatti del progetto; agire per il ristoro dei danni da pregiudizio commerciale, perdita di accessibilità, deprezzamento, lesione del godimento e compromissione della sicurezza dei beni; impugnare ogni atto, provvedimento o determinazione lesiva, anche sopravvenuta, nei termini di legge”.

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