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BRT. BENIGNO E ZOCCA (FDI) ATTACCANO POSSAMAI: NON ASCOLTA I CITTADINI E I COMMERCIANTI DI SAN FELICE

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Sulla riorganizzazione viabilistica in corso San Felice e sull’avanzamento del progetto metrobus intervengono il presidente cittadino di Fratelli d’Italia Alessandro Benigno e la consigliera comunale Liliana Zocca, che criticano il sindaco per quella che definiscono “una visione ideologica e distante dalla realtà della città”.
«L’amministrazione Possamai sta dimostrando di essere sorda alle istanze dei cittadini e dei commercianti di San Felice – dichiara Benigno –. Parliamo di una zona che rappresenta la cerniera tra il centro storico e i quartieri limitrofi. Non può essere depauperata in nome di un’ideologia green che ignora la sostenibilità economica e sociale del territorio. La sostenibilità ambientale è un obiettivo che condividiamo, ma non può compromettere la tenuta economica di un quartiere e la qualità della vita dei residenti. Bisogna essere realisti: Vicenza non è Ginevra, Nantes o Brisbane. Non si può imporre ai vicentini uno stile di vita pensato per altre latitudini, con modelli urbani che non tengono conto della nostra storia, della nostra conformazione e del nostro tessuto produttivo».
«Qui siamo di fronte a una politica dell’educazione calata dall’alto – critica il presidente vicentino di FDI – , che pretende di rieducare i cittadini imponendo nuove abitudini senza ascolto e senza gradualità. Le città si governano con il consenso e con il buonsenso, non con l’ideologia. Stiamo parlando di un trasporto pubblico elettrico quando molte città moderne stanno investendo su mezzi a idrogeno. Oltre al danno, la beffa: si propone come rivoluzionaria una tecnologia che rischia di essere già superata, con un impatto discutibile e con costi importanti per la collettività».
La consigliera comunale di Fdi a Palazzo Trissino Liliana Zocca pone l’accento sulle ricadute economiche e sulle strategie complessive dell’amministrazione: «i commercianti ci parlano di parcheggi soppressi, difficoltà di carico e scarico, plateatici a rischio, calo dell’accessibilità. Non si può pensare che un quartiere viva di buone intenzioni. Se si riduce l’accesso e si complica la viabilità senza soluzioni concrete, si mette a repentaglio la sopravvivenza delle attività. E quando chiudono i negozi, non perdiamo solo vetrine: perdiamo sicurezza, presidio sociale, identità».

La conclusione è netta: «Il rischio concreto – avverte Benigno – è che Vicenza si ritrovi con un’opera compensativa vetusta come il metrobus e senza l’opera principale dell’alta velocità, che invece collegherebbe il nostro tessuto socioeconomico alle grandi direttrici del Nord-Est. Sarebbe un errore storico». «L’amministrazione Possamai – chiude Zocca – sta giocando con il destino della nostra città. Noi continueremo a dare voce ai cittadini di San Felice e a chiedere scelte concrete, moderne e sostenibili davvero: dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale».

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