
LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO
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Il 1° luglio è nata una nuova banca, BVR Banca Veneto Centrale, dalla fusione tra Banca del Veneto Centrale di Longare e BVR-Banche Venete Riunite di Schio, entrambe appartenenti al Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca.
Il percorso del progetto di fusione è insolitamente veloce. Parte l’11 ottobre del 2023 con la sottoscrizione dell’Accordo Quadro per l’avvio della aggregazione, prosegue il 1° dicembre con Approvazione del Piano Industriale di Fusione e l’istanza autorizzativa alla Capogruppo, che l’approva due settimane dopo. Il 13 marzo 2024 la Banca Centrale Europea autorizza la fusione e, il 18 (BVR) e il 19 maggio (Veneto Centrale), le assemblee dei soci delle due fondatrici approvano la fusione. Il 20 giugno i presidenti Gaetano Marangoni e Maurizio Salomoni Rigon firmano l’atto di fusione.
Con 87 filiali in sei province (256 i Comuni) e quasi 600 collaboratori, oltre 7,5 miliardi di masse (5,4 miliardi da raccolta e 2,2 miliardi di impieghi), la nuova banca è al terzo posto del gruppo Cassa centrale. Numeri avvalorati da 400 milioni di patrimonio, Cet1 oltre il 26% e copertura di credito deteriorato 100%.
Il territorio di diffusione di BVR Banca Veneto Centrale si estende nel Veneto centro-occidentale ai lati del vicentino, che è il fulcro, e arriva a Rovigo e in Lessinia.
Le cariche principali sono state assegnate nel primo cda. Il presidente è Maurizio Salomoni Rigon (numero 1 di BVR da sei anni) e il vicario Flavio Stecca, già vicepresidente di Banca del Veneto Centrale; direttore generale è Claudio Bertollo, che ricopriva lo stesso ruolo nella banca di Longare, e condirettore Giovanni Iselle, ex dg di BVR. Con questa distribuzione degli incarichi si è trovato un equilibrio nella fusione di due banche con pesi diversi, perchè BVR era di dimensioni minori rispetto alla consorella.
Negli accordi di fusione c’è la creazione di una Fondazione entro il 30 settembre nel cui cda ci saranno rappresentanti di tutti i territori coperti e che avrà autonomia rispetto agli istituti e una dotazione di 2 milioni. Ma la strategia più importante è la creazione, entro tre anni, di una sede centrale a Vicenza, che si affiancherà a quelle di Longare, Schio, Bassano e Rovigo. Il nuovo management lo nega ma la mira sembra proprio quella di prendere il posto, come banca del capoluogo, lasciato vacante con il fallimento della Popolare di Vicenza.
GIANNI POGGI

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