
SANITÀ. PRONTO SOCCORSO ULSS 8 BERICA: PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE
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Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum per l’abrogazione della legge 86/2024 sull’autonomia differenziata, che è stata pubblicata oggi.
“La sentenza della Corte Costituzionale – dichiara Zaia – rappresenta un passaggio di assoluta chiarezza e rigore istituzionale. Ringrazio i giudici per aver difeso la Costituzione e, con essa, il percorso di attuazione dell’autonomia differenziata, riconoscendone la piena coerenza con la nostra Carta fondamentale. È un pronunciamento netto, che smonta qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica e riafferma che le regole non si piegano a logiche di parte. La Consulta ha rilevato come il quesito fosse privo di chiarezza e addirittura oscuro, rendendo impossibile una scelta consapevole da parte dei cittadini. Ma soprattutto ha evidenziato come, dietro questa operazione, si celasse il tentativo di trasformare il referendum in un voto ideologico contro l’autonomia, un’ipotesi inaccettabile perché contraria alla Costituzione. Era evidente la volontà di alcuni di gettare sabbia negli ingranaggi della riforma per fini meramente politici. La Corte ha bloccato questo tentativo e ha ristabilito l’ordine delle cose”.
“Adesso – prosegue Zaia – ci aspettiamo che tutti rispettino fino in fondo la Costituzione e il lavoro degli alti magistrati della Consulta, che nell’analisi critica della legge sull’autonomia in precedenza ne hanno sancito la legittimità, indicando nel contempo alcune modifiche necessarie affinché possa considerarsi in ogni suo passaggio in linea con i dettati costituzionali, proponendo alcune modifiche che potranno essere recepite in breve”.
La capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Veneto Vanessa Camani ha così replicato: “le affermazioni di Zaia a commento della sentenza della Corte sono particolarmente gravi: disoneste sotto il profilo intellettuale e pericolose dal punto di vista politico. Ancora una volta il Presidente prende in giro i veneti e gli italiani. Appare davvero impossibile potersi fidare di lui. La Corte lo scrive chiaramente, dichiarando l’inammissibilità del quesito referendario sull’autonomia perché ‘l’oggetto del quesito non esiste più’. In maniera ancora più chiara rispetto alla stessa sentenza 192, evidenzia che la legge Calderoli nei fatti è già stata abrogata con autorevolezza dalla Consulta. E che siccome non si può celebrare un referendum abrogativo di una legge che nella sostanza non esiste più, il referendum appare inutile”.
“Non solo: la Corte ribadisce – prosegue Camani – anche che la sentenza 192 ha di fatto dichiarato l’impossibilità sostanziale di trasferire non solo le funzioni Lep, ma anche quelle non Lep ma che hanno rilevanza nell’ambito di diritti civili e sociali. E che, infine, anche una quota significativa delle residue funzioni risulta in ogni caso difficilmente trasferibile poiché richiamano ad una disciplina comunitaria. Infine, la Corte ricorda che per le poche funzioni residue non è pensabile alcun trasferimento senza una eventuale modifica del legislatore nazionale della medesima legge Calderoli. Insomma, ancora una volta la Consulta dichiara che la Legge Calderoli non esiste più”.

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