# Tags
blank

AUTONOMIA. IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA GLI SCHEMI DI INTESA FRA GOVERNO E REGIONE. IL PD NON HA PARTECIPATO AL VOTO

blank

Il Consiglio regionale ha approvato con 33 voti favorevoli, 3 contrari, 2 astenuti (9 consiglieri non hanno partecipato al voto), la delibera sulla Autonomia differenziata. l gruppo dem a non ha votato.
Il provvedimento approva la adozione di due schemi di intesa tra il Governo e la Regione che definiscono l’attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nella materia «tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica». Relatore era il presidente della Prima commissione consiliare Andrea Tomaello (Stefani Presidente), e correlatore il capogruppo del Partito Democratico Giovanni Manildo.
Durante l’intervento di apertura del presidente Stefani (nella foto) i banchi dei consiglieri di Fratelli d’Italia sono rimasti vuoti. Su nove consiglieri si è presentato solo il capogruppo Borgia a cui si sono aggiunti, con notevole ritardo, i consiglieri Baldan e Besio. era assente anche Stefano Valdegamberi, esponente di Futuro Nazionale.
“Oggi è un giorno da ricordare – è il commento del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani -: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso. I Veneti stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”.
“Oggi non abbiamo assistito allo storico traguardo dell’autonomia del Veneto – ha dichiarato Giovanni Manildo -, ma al sipario che cala in modo liberatorio su trent’anni di propaganda politica. Dopo decenni di promesse su trattenimento delle tasse e 23 materie, ci è stato presentato un pacchetto ridotto al minimo sindacale. Analizzando i quattro ambiti presi in esame la gran parte delle funzioni è già esercitabile o prevede ampliamenti fortemente condizionati dal controllo statale. In sanità – sottolinea – non arrivano nuove risorse e la previsione sui fondi integrativi rischia di creare un’inaccettabile sanità a due velocità, discriminando i cittadini per reddito e territorio. Non abbiamo accettato di sottostare a un vero e proprio ricatto procedurale: quello di votare un testo inemendabile oppure di far saltare tutto. La modifica, anche solo di una virgola, avrebbe infatti portato alla riapertura da capo di tutto l’iter negoziale. Ci è stato chiesto di abdicare al nostro ruolo di legislatori per fare da passacarte a un accordo blindato scritto altrove: inaccettabile”.

blank
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Più vecchi
Più recenti Più votati
Feedbacks in linea
Vedi tutti i commenti

PIU' RECENTI

0
Lascia un commentox