
TRA MEMORIA ANTIFASCISTA E STAGNAZIONE ECONOMICA: IL PAESE CHE ASPETTA RISPOSTE
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Ieri con la solita propaganda la Lega presenta questa pre-intesa sulle 4 materie come una grande vittoria. Proviamo a capire di cosa di tratta. Innanzitutto, ricordiamo che, se Zaia aveva promesso nel 2017 le 23 materie e soprattutto che sarebbero rimasti nel territorio il 90% delle tasse, qui parliamo di 4 materie e di invarianza di spesa. Invarianza, vuol dire “niente schei”.
La prima materia è la Protezione Civile. Si parla di “velocizzare”, “possibilità di assumere”, “potenziare”. In realtà con i soldi che ci sono già adesso. Il Presidente potrà gestire autonomamente delle emergenze. Una rivoluzione? No, perchè si legge nell’intesa: “Rimane fermo il potere del Consiglio dei ministri di revocare l’autorizzazione”. Ergo? Continua a decidere Roma.
Seconda: Professioni Darà la possibilità di agire nell’albo e crearne di nuove. Schei? Zero.
Terza: Tutela della salute. La sanità, come è noto è già gestita dalla Regione. Quindi qual è la novità? Si parla di “coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario”. Stefani in consiglio regionale ha affermato che questo potrebbe liberare 17 milioni di euro. Quanti sono? Niente rispetto ad un bilancio sulla sanità di 12,4 miliardi di euro. Come ho detto in consiglio regionale questi avevano ipnotizzato i veneti con Zaia promettendo che il 90% delle risorse sarebbe rimasto in Veneto, decine di miliardi, e adesso brindano per 17 milioni.
Quarta: Previdenza complementare e integrativa, che significa assicurazioni sanitarie. La Regione può favorire questa pratica già di per sé discutibile. In Italia solo il 27% dei lavoratori ha l’assicurazione sanitari e gli altri no. Questo significa che il sistema non è già più universale, come prevedevano la Costituzione e la legge Anselmi. Tuttavia, solo il 10% dei pensionati, che hanno maggiori bisogni sanitari, sono assicurati. Secondo Cavicchi gli sgravi per le assicurazioni costano 10 miliardi di minore entrata per lo Stato, che potrebbe invece usare queste risorse per la sanità pubblica. Soldi sottratti alla sanità pubblica, che virano verso il privato. Qui nasce la balla dei 300 milioni, una cifra messa lì a caso, non documentata e solo utile alla propaganda. Perché se la Regione crea nuove polizze assicurative dovrebbero esserci nuove entrare per i nostri territori? Non ci è dato saperlo.
Hanno promesso fuochi d’artificio, ma dopo 37 anni sono solo miniciccioli.
CARLO CUNEGATO
presidente del gruppo AVS in Consiglio regionale

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