
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
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Simona Siotto, ex assessore alla cultura e all’ambiente nella Giunta del sindaco Francesco Rucco (nella foto), si candida come prima cittadina di Arcugnano. La notizia era arrivata anche al nostro giornale e ne avevamo chiesto conferma a Fratelli d’Italia (il partito a cui è iscritta Siotto e che rappresenta nel Consiglio comunale del capoluogo) ma la risposta era stata negativa.
Ora è lei stessa ad ammetterlo, anche se con la consueta formula dubitativa (“deciderò entro un paio di settimane”), che in questi casi si adopera tanto per far sembrare che la cosa sia nata da un giorno all’altro. Probabilmente – ma non lo sapremo mai – la candidatura Siotto è, invece, l’esito di una operazione politica cominciata qualche mese fa, che ha come gestore proprio il partito di Giorgia Meloni e autorizza una rilettura della finora inspiegabile crisi amministrativa del Comune di Arcugnano, giunta al culmine a fine 2025 con le dimissioni di otto consiglieri, quattro di maggioranza e altrettanti di opposizione, e la conseguente decadenza di Sindaco, Giunta e Consiglio.
L’obbiettivo di questa operazione per FDI sarebbe quello di arrivare al controllo del Comune di Arcugnano, in una prima fase tentando di avere la maggioranza in Consiglio comunale e, fallito questo percorso, ora attraverso un più rischioso passaggio elettorale.
Quanto accaduto negli ultimi tempi rivela, infatti, la strategia di Fratelli d’Italia. Quattro consiglieri (due dei quali assessori) eletti nella civica Arcugnano al Centro, che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Marco Carollo, si iscrivono a Fratelli d’Italia, apparentemente all’insaputa del primo cittadino, ma non si dimettono dal gruppo della civica nè, tanto meno, costituiscono un nuovo gruppo. Contemporaneamente l’assessore al Bilancio Enrico Maria Zucconi avvisa Carollo (che, stranamente, non ha alcunchè da eccepire) che costituirà un circolo locale di FDI.
La presenza del partito nella vita amministrativa di Arcugnano, pur senza una rappresentanaza politica, si fa notare sempre di più: agli inizi di ottobre la sottosegretaria Frassinetti visita la scuola media Foscolo accompagnata da tutto lo stato maggiore locale di FDI (Giovine, Rucco, ecc.) e annuncia la proroga di due anni per la rendicontazione delle spese sostenute per il fatiscente edificio; quando si avvia il contenzioso fra Carollo e Zucconi, è il coordinatore provinciale Silvio Giovine a proporsi più volte come mediatore; a fine novembre è ancora Zucconi a dimettersi dall’incarico assessorile (qualche mese prima l’aveva fatto anche il collega Bruscato) sostenendo di essere stato di fatto estromesso da Carollo.
Infine, le dimissioni dei quattro consiglieri, tutti targati Fratelli d’Italia, a cui si accodano quelli di minoranza, seguite dalla dichiarazione di Giovine: “Fratelli d’Italia non ha avuto un ruolo nella crisi”, che sembra quasi una excusatio non petita.
La gestione del piano da parte di FDI, che aveva fatto un’operazione diversa ma altrettanto raffinata in Consiglio comunale a Vicenza con il passaggio in blocco, nel marzo 2024, di cinque consiglieri (fra cui Rucco e Siotto) della civica Idea Vicenza al gruppo di Fratelli, forse prevedeva all’inizio una presa di potere in Consiglio che non è riuscita attraverso un riassetto delle appartenenze. Poi è proseguita con lucidità e determinazione portando fino in fondo la crisi amministrativa e dandone la responsabilità a Carollo, che non ha capito in tempo o non è riuscito a fronteggiare l’azione di FDI e ora si trova nella scomoda posizione di essere “beco e bastonà” e improponibile per una nuova candidatura.
Il piano di FDI procede con la candidatura di Simona Siotto, che rinuncia alla prospettiva di proporsi come sindaco del Centrodestra a Vicenza nel 2028 e si adegua a quella di guidare un Comune ben più piccolo e marginale. Fratelli d’Italia ha lavorato bene per crearle un elettorato in paese, azzerando di fatto Arcugnano al Centro e il suo ex sindaco, strutturando la propria presenza nella comunità, assumendo un ruolo di fatto amministrativo per risolvere il problema più grave del paese (la Foscolo) e individuando, con largo anticipo sui tempi elettorali, un nome forse non conosciutissimo in loco ma sicuramente attraente.
GIANNI POGGI

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