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ANTONELLA SPEROTTO, LA DIRIGENTE SCOLASTICA CHE SA GUARDARE AL FUTURO NEL PIENO RISPETTO DEI SUOI STUDENTI E DELLE LORO ASPIRAZIONI. 

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Antonella Sperotto la dirigente scolastica che sa guardare al futuro nel pieno rispetto dei suoi studenti e delle loro aspirazioni.
L’ Istituto di Istruzione Superiore Silvio Ceccato è oramai una importante realtà e incarna in pieno l’idea della formazione tecnica-professione in un tessuto socio-economico, quello dell’Ovest Vicentino, che richiede sempre più giovani competenti nel settore informatico, meccatronico ed economico, con l’aspirazione ad aprirsi al mondo attraverso lo studio delle lingue e iniziative di mobilità internazionale.
La storia dell’istituto è particolare e per questo meriterebbe anche una ricostruzione a parte, dato che si supera abbondantemente il conto dei 40 anni di vita. Nacque infatti da tre sedi staccate di altrettanti Istituti superiori collocati a Valdagno, Vicenza e Lonigo.
Con specializzazioni diverse, ma rispondenti alle esigenze del territorio di Montecchio che intanto, allo sbocco di importanti nodi viari, stava crescendo sia dal punto di vista economico che demografico.
Fu naturale dunque adoprarsi per trasformare quelle tre sedi staccate in un’unica presidenza. Montecchio ebbe così la sua scuola superiore che contribuì a darle tutti i requisiti per essere poi riconosciuta come città al pari di Arzignano, Valdagno e Lonigo.
Era il 2005 e oggi, dopo vent’anni, l’istituto conta più di mille studenti, si è arricchito di percorsi di studio all’avanguardia, offre corsi serali per lavoratori e un percorso accademico di formazione biennale post diploma superiore. Si pone come capofila nella didattica inclusiva e ogni anno si apre al mondo scolastico con nuove progettualità.
Nel 2010 è stato ufficialmente intitolato a Silvio Ceccato, il montecchiano cibernetico che realizzò la prima macchina pensante, la prima espressione di quella che poi sarebbe diventata l’Intelligenza Artificiale.
Un cittadino illustre che la scuola ha fatto conoscere anche a chi di questo Ceccato conosceva soltanto la villa Rossa.
“Non c’è gioia più grande del sentire la propria mente che si espande” diceva Il filosofo e i ragazzi del Ceccato, dopo aver studiato la sua “Ingegneria della felicità”, ne hanno fatto il loro motto. E non solo!
Aprirsi a sempre nuovi orizzonti fa parte della storia di Antonella Sperotto, artefice indiscussa dell’incredibile crescita della scuola superiore di cui è dirigente dal 2008, un traguardo molto importante, dato che una dirigenza normalmente non dura più di tre anni nello stesso luogo.
Ma lei è montecchiana, anche se di adozione.
“Sono arrivata a Montecchio all’età di sette anni. Mio padre si trasferì con tutta la famiglia da Breganze per avviare una filiale dell’azienda per la quale lavorava nel settore dell’edilizia. Ci sono rimasta fino all’età di 23 anni, per ritornarvi dopo il matrimonio con Claudio, montecchiano doc.
Qui ho formato la mia famiglia, ho iniziato a lavorare come insegnante, prima maestra poi docente di Lettere all’ “Anna Frank”.
Sono di fatto cresciuta a Montecchio, tutta la mia adolescenza si è compiuta in questi luoghi, tra studio e sport. Frequentavo il campo di Atletica del Cosaro con buoni risultati visto che ho ottenuto il primato regionale sui 200 metri, gareggiando per il CSI Fiamm. Allora il mio mito era Mennea e da lui ricevetti anche una lettera di incoraggiamento che conservo preziosa tra i miei ricordi di gioventù”.

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Il servizio del mensile SportMONTECCHIO del maggio 2013 sulla lettera di Mennea

Poi l’università e la passione per la storia che si concretizza più avanti con la realizzazione di un’importante mostra fotografica intitolata “Dalla dittatura alla democrazia” , allestita presso l’attuale Museo Civico nel 2005, in occasione dei sessant’anni della fine della guerra di liberazione.
Antonella cresce i suoi due figli, diventa vicepreside e collaboratrice della preside Anna Lucantoni e comincia a meditare sulla possibilità di fare il salto verso la dirigenza.
“Erano gli anni delle grandi trasformazioni all’interno del sistema scolastico. La legge Bassanini del 1997 sulla pubblica amministrazione definiva l’autonomia scolastica che cambiava completamente l’idea di organizzazione scolastica. Proprio in quegli anni uscì il primo bando di concorso non più per direttori didattici o presidi, ma per dirigenti scolastici. Era la prima dirigenza dello Stato nel settore Istruzione e io vi partecipai. Era tutto nuovo e quindi complicato, si delineavano profili di responsabilità più elevati, ma alla fine risultai tra i vincitori e la mia prima sede di servizio fu Chiampo per trasferirmi di lì a poco nella nuova scuola superiore di Montecchio. Una vera sfida perché bisognava superare il fatto che questo Istituto nasceva come unione di tre sedi diverse e doveva costruire una propria identità ed unitarietà. Con 600 studenti si era a rischio di accorpamento e quindi era necessario innovare, corroborare, dare spinta alla sua organizzazione”.
Era necessario far conoscere l’Istituto, ma soprattutto rinnovare con nuovi indirizzi previsti dalla riforma della scuola superiore
Nasce così, durante un viaggio in treno Roma, in occasione dell’invito al Quirinale per l’apertura dell’anno scolastico, l’idea di proporre nuovi profili formativi, di superare la tradizionale formazione tecnico commerciale introducendo nuovi indirizzi del settore tecnico informatico e meccatronico.

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In un attimo si arriva a 1000 studenti. L’utenza sceglie i nuovi indirizzi, unici nel Territorio, accoglie con interesse anche le novità della grafica pubblicitaria, che innova il settore professionale commerciale.
L’evoluzione dell’Istituto compie poi un passo importante dal 2016, attivando i corsi serali per studenti lavoratori finalizzati a conseguire il diploma di maturità nel settore tecnico economico e professionale industriale. Sempre nella convinzione che la Scuola ha il compito di rispondere alle richieste del suo territorio, il Ceccato accoglie dal 2024 una vera e propria accademia biennale post diploma, ovvero l’ITS Meccatronico per formare tecnici superiori nel settore delle automazioni.
“Ciò che mi guida è lo spirito di servizio e mi ispiro ai consigli di mio padre Antonio, mancato alla soglia dei 100 anni, per il quale era importante che i suoi quattro figli nel lavoro e nella vita potessero mettersi a servizio delle persone, svolgendo funzioni nei settori strategici , due figli nella Sanità e due figli nella Scuola”.
Il motto ceccatiano trova in Antonella la massima espressione e lo si coglie anche solo entrando nella sua scuola. Perché lei ci tiene che tutto sia bello, luminoso, colorato, accogliente.
Antonella gira per i corridoi e gli studenti la salutano con affetto e gioia, la gioia di che sta bene a scuola.
E non potrebbe che essere così, visto che ovunque si notano i segni del protagonismo degli studenti.
Progetti, murales, foto, perfino un giardino ben curato dagli alunni con disabilità e fra poco una nuova ala nel grande parco che guarda verso la Ferrovia, in piazzale Collodi.

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“Non ci stiamo più, abbiamo bisogno di spazi e finalmente la provincia ha accolto il nostro appello, arriverà un nuovo modulo prefabbricati con sei aule e servizi che completerà il progetto iniziale di ampliamento del 2020. L’aula magna non può più accogliere tutto l’intero collegio docenti, siamo arrivati a 205 docenti e quindi diventa gioco forza necessario modificare anche le modalità di incontrarsi tutti insieme.
I collegi plenari li organizziamo in sala civica a Montecchio, tutti gli altri spazi sono sfruttati al meglio. Ci siamo attrezzati anche di mobile labs per ricreare in classe l’attività di laboratorio. Abbiamo trovato il modo di controllare i cellulari ancor prima della circolare di Valditara, posizionando nelle 59 classi e nei laboratori degli organizer per il deposito dei device.
In entrambe le sedi del Ceccato sono allestiti Laboratori specifici che rispondono alle esigenze degli indirizzi di studio. Con i fondi PNRR si sono acquistate attrezzature innovative nel settore della Meccatronica, dell’Informatica e dell’elettronica e aule digitali dove applicare modalità nuove di fare lezione e questo grazie alla dedizione di tanti docenti che si sono impegnati e si impegnano perché il servizio sia effettivamente all’altezza dei tempi e delle esigenze degli studenti”.
Di tutti gli studenti, anche quelli speciali, quelli che hanno bisogno di essere accompagnati con attività mirate, personalizzate per poter diventare a loro volta cittadini.
L’istituto è infatti capofila dell’Ovest vicentino per i progetti sulla disabilità. Le famiglie hanno imparato a conoscere il Ceccato anche per questo, perché tutti sono accolti per quello che sono. Per tutti si trovano strade e opportunità.
“Io non li chiamo disabili, neanche diversamente abili, ma insuperabili ovvero super abili. Per loro tante attività, tante occasioni e sport. La scuola è stata capofila nella diffusione del baskin l’essenza dello sport per tutti e dell’inclusione. Da lì poi è arrivato il bowling e l’atletica adattata. I ragazzi giocano, vincono o perdono, comunque si mettono in gioco e sono felici”.

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Aprile 2015: a Montecchio Maggiore nasce il baskin – SportMONTECCHIO

E poi ci sono le attività di mobilità internazionale. “Quando arrivai in questa scuola sapevo che c’era lo scambio scolastico con la Wirtschaftsschule di Passau. Mi presentarono il progetto come un po’ in crisi invece siamo riusciti a riprenderlo in mano estendendolo ai ragazzi di classe seconda, ma di tutti gli indirizzi e quindi anche a chi non studia tedesco. D’altra parte l’Inglese è lingua parlata ovunque. Da allora ne abbiamo fatta di strada, l’amicizia si è rafforzata, lo scambio è giunto al trentacinquesimo anno di vita, è diventato occasione di confronto tra docenti e studenti. In particolare la scuola bavarese è venuta a conoscere i nostri progetti di inclusione e noi ci siamo confrontati sui percorsi di alternanza scuola-lavoro. Oggi, oltre ai progetti Erasmus in vari paesi dell’Europa, stiamo organizzando uno scambio con un istituto superiore in Turchia, collaborando sui temi della sostenibilità.”

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Scambio con studenti tedeschi di Passau

Una scuola aperta al mondo dunque che cerca in tutti i modi di garantire il benessere dei ragazzi, offrire opportunità concrete di crescita, ma soprattutto scoprire i propri talenti.
E per questo tante occasioni di confronto anche con le richieste del mondo del lavoro e delle aziende.
“Abbiamo collaborazioni con aziende del territorio che entrano a scuola, sostengono i nostri indirizzi proponendo stage aziendali, incontri con esperti e hanno appoggiato l’apertura alla formazione tecnica superiore.
In particolare vorrei ricordare il Premio della famiglia Boschetti che riconosce i Talenti del territorio, la collaborazione con la torneria PMS e con l’azienda dei fratelli Tovo.

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Ma chi resta nel mio cuore e ha dato un indirizzo chiaro al mio ruolo di dirigente scolastico, è stato Mario Trevisan , il fondatore della Trevisan Macchine utensili, azienda che opera in tutto il mondo e che un giorno del 2008, all’inizio della mia carriera al Ceccato, è venuto a trovarmi e mi ha detto con molta fermezza: ”Qui bisogna dare valore al lavoro delle tute blu, alla meccanica di alto livello!”. Ed è quello che abbiamo fatto, valorizzando al massimo la Meccanica Meccatronica, ma anche l’indirizzo Manutenzione ed Assistenza Tecnica nella sede di Via Veneto, il primo ampliamento dell’Istituto”.
D’altra parte, confida la dirigente, ”Sono originaria di Breganze, il paese delle moto Laverda e fin da piccola non solo ero appassionata di motori, ma adoravo entrare nelle officine, respirarne l’odore di olio, di metalli”.
Questa passione viene trasmessa a docenti e allievi ed è ben rappresentata anche dal murale che campeggia sulla facciata della sede di Via Veneto, un vero inno alla ingegnosità del lavoro meccanico.

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Ma Antonella, che lavora mediamente 50 ore a settimana, essendo il Ceccato uno degli Istituti superiori di maggiore complessità e che non tutti gli anni riesce a sfruttare i giorni di ferie di cui ha diritto, ha una sua famiglia: due figli, entrambi ingegneri, fin da piccoli consapevoli che la mamma aveva seri impegni di lavoro e che quindi hanno imparato ad essere autonomi molto presto, ma sapevano che lei c’era e che, una volta arrivata a casa, avrebbe messo da parte i problemi e avrebbe cucinato per loro.

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“Sono una brava cuoca, che ha imparato anche a gestire i tempi stretti di cui dispongo. Cura, efficienza e creatività: così pranzi e cene arrivano in tavola per la gioia di tutti. Ma quello che preferisco è trovare dei momenti per le mie passeggiate in mezzo alla natura, sentieri facilmente raggiungibili abitando ai piedi della collina dei Castelli e Montecchio offre molte opportunità.

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Sono camperista da molti anni e, quando è possibile ritagliare qualche giorno di relax, mi piace organizzare con mio marito viaggi in camper, con la moto al seguito. Amo la libertà di questo modo di viaggiare, il poter scegliere la meta e anche cambiarla cammin facendo, sperimentare luoghi nuovi, viverne l’essenza. Così, fin da quando i miei figli erano piccoli, con la famiglia ho girato tutta l’Italia, gran parte dell’Europa, fino ai suoi più lontani confini orientali.”

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“Andare in pensione? Potrei. Ho cominciato a lavorare molto presto, ma…”
La Dirigente ha ancora molti progetti da realizzare!

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