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ANNO GIUBILARE. IL GRANDE EVENTO VA AVANTI IN SORDINA E DOPO SETTE MESI IL TURISMO RELIGIOSO NON DECOLLA

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Dovrebbe essere uno dei Grandi Eventi di Vicenza del 2026. L’ “Anno Giubilare Mariano e della Rinascita” , però, è come se non ci fosse. Si aspettavano milioni di turisti-fedeli a Monte Berico per celebrare il seicentesimo anniversario della apparizione della Madonna alla sedicente veggente Vincenza Pasini (che, sulle prime, non fu creduta dai reggitori vicentini) ma, a sette mesi dal via alle molteplici iniziative contenute nel corposo programma ufficiale, l’auspicato assalto al Colle (e, si sperava anche alla città) non si è visto. Anzi, come si è saputo dal sistema statistico della Regione, il turismo del capoluogo nei primi cinque mesi di quest’anno è addirittura in calo.
Il 14 giugno 2024 la Regione, la Provincia, il Comune, la Diocesi di Vicenza e la Basilica di Monte Berico avviano in pompa magna l’evento sottoscrivendo nella sala del refettorio del convento dei Servi di Maria (ai piedi del maestoso telero “Cena di san Gregorio Magno” di Paolo Veronese) un Accordo Quadro.
Il priore di Monte Berico Carlo Rossato, il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il presidente della Regione Luca Zaia, quello della Provincia di Vicenza Andrea Nardin e il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai firmano l’accordo che prevede l’adozione di atti, protocolli o accordi attuativi per regolare le collaborazioni da porre in essere.
L’Accordo Quadro prevede l’istituzione di una Cabina di regia, composta dai rappresentati di tutti i sottoscrittori e con il mandato di coordinare la attività in collaborazione con tre comitati consultivi con funzione istituzionale, scientifica ed esecutiva. Fanno parte dell’organismo l’assessore comunale ai Grandi Eventi Leone Zilio, Enrico Specchio e Fausta Bressani della Regione, il presidente Nardin e Ilaria Brunelli della Provincia, Alessandro Bertasi dirigente del Comune, don Pierangelo Ruaro e Giuliano Fabris della diocesi e il priore Carlo Rossato e padre Gino Faccioli per il Santuario.
Il 30 settembre la Giunta Comunale approva il progetto esecutivo del restauro dei portici di Monte Berico con un investimento di 4 milioni di euro, volto alla conservazione e al restauro dei portici settecenteschi.
Il 4 ottobre 2024, a Palazzo Trissino si riunisce per la prima volta la Cabina di Regia: il coordinamento è affidato al Comune di Vicenza e l’assessore Zilio è messo a capo della organizzazione. Nell’occasione si fissa l’inizio ufficiale dell’anno giubilare il 7 marzo 2026 (che poi cambierà) e si lancia la “Peregrinatio Mariae”, viaggio nei 5 continenti della riproduzione della Madonna di Monte Berico promosso dall’associazione Vicentini nel mondo.
Il 31 gennaio sono varati i tre comitati, che coinvolgono una marea di persone: in quello istituzionale c’è niente meno che il segretario di Stato della Santa Sede cardinale Pietro Parolin, oltre al sindaco Giacomo Possamai, all’allora presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, al presidente della Provincia Nardin, al vescovo di Vicenza Brugnotto. Curiosa la presenza fra i rappresentanti delle Istituzioni, di un manager di IEG, società sì partecipata ma privata, che gestisce le fiere di OroVicenza.
Nel Comitato scientifico ci sono sei studiosi (direttori di musei e accademici), una dirigente della Regione e Concetta Naclerio quale “referente per l’organizzazione di eventi al Santuario di Monte Berico”. Quest’ultima è avvocato (perchè, allora, nel comitato scientifico?) e fa parte della famiglia Naclerio, che gestisce il ristorante Sette Santi.
Isabella Sala, vicesindaco di Vicenza, rappresenta il Comune nel Comitato esecutivo, organismo piuttosto eterogeneo visto che ne fanno parte una dozzina di soggetti fra cui l’on. Erik Pretto, Matteo Marzotto e Alberto Zucchetta, figura centrale visto che è griffato “tourism marketing specialist”.
A questo punto si registra un inspiegabile rallentamento dei lavori, tant’è che passano ben sette mesi prima che si riparli dell’Anno Giubilare. Lo fa il 7 settembre 2025 il vescovo Brugnaro annunciando che la data ufficiale di inizio sarà l’8 febbraio 2026 e la conclusione il 7 marzo dell’anno successivo. “Presto saranno resi noti gli appuntamenti religiosi e culturali” anticipa il presule.
Il “presto” in realtà vuol dire quasi altri quattro mesi, perchè si deve attendere il 15 dicembre per la pubblicazione dell’articolato programma ufficiale, a cinquanta giorni dalla inaugurazione.
Domenica 8 febbraio alle 15 con una celebrazione liturgica nel Santuario di Monte Berico, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, finalmente si apre l’Anno Giubilare.
Sono passati sette mesi e la città non sembra accorgersi del grande evento religioso. Il programma procede in sordina, forse ci sarà un picco di popolarità in occasione della “festa dei oto” ma sicuramente, per ora, il grande effetto volano sul turismo del capoluogo non c’è stato. La fede e la devozione devono fare i conti con l’aumento dei prezzi dei carburanti, con il clima, con l’inflazione e l’auspicato moltiplicatore dei 3 milioni all’anno di visite di fedeli al Santuario (solo in parte, però, non vicentini) non ha funzionato. Tanto meno il collegamento fra Monte Berico e Centro storico, problema mai risolto sia a causa dell’aspetto logistico sia per la mancanza di iniziative di traino dal sacro al profano.
Il segno dei tempi è dato anche da questo: i lavori di riqualificazione dei Portici non sono ancora cominciati e la Peregrinatio del facsimile della Madonna si è fermata alla prima tappa in Argentina.
GIANNI POGGI

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