
IL SOGNO, LA FATICA E IL RISCATTO: LA STORIA DI SERGIO MEGGIOLARO AD ALTE CECCATO
La mostra “Alte Ceccato, un sogno di città” ha richiamato moltissimi visitatori, abitanti di Alte e non solo, curiosi di conoscere la storia della cittadella
La mostra “Alte Ceccato, un sogno di città” per celebrare i settanta anni dalla morte di Pietro Ceccato è stata visitata anche dai più giovani, da chi ne ha sentito parlare, ma non conosce, da chi ogni giorno percorre il viale omonimo e non si è mai chiesto chi fosse. Sia l’istituto superiore della città che le scuole medie M. Polo e A. Frank hanno inviato i loro studenti.
In particolare le Classi Quinte del Ceccato, le Prime e le Seconde Medie per gli altri due istituti.
Hanno guardato con attenzione, hanno ascoltato, hanno scoperto cos’era Alte Ceccato negli anni 50/60, hanno potuto rivivere l’epopea dei primi abitanti, tutti provenienti da luoghi vicini e lontani, veri pionieri.
Hanno potuto notare attraverso le foto della mostra un’Alte Ceccato viva, dinamica, in continua trasformazione e alla domanda che cosa ne pensassero oggi, la risposta va oltre il solito pensiero comune: realtà confusa, disordinata, depressa.
“Alte è bellissima”!
“E perché?”
“Ad Alte c’è tutto quello che ci serve: i supermercati, i negozi, il Bowling, i kebab, le strade grandi…”
A rispondere sono prevalentemente ragazzi di origine straniera, ma anche ragazzi italiani che, a differenza degli adulti, non si fermano al fatto che la viabilità non funziona o c’è degrado un po’ ovunque.
“Si, bisognerebbe tenere le strade un po’ più pulite e le facciate delle case andrebbero sistemate, ma ci vogliono i soldi”.
I giovani di Alte Ceccato promuovono dunque la cittadella di Pietro.
Anzi qualcuno le ha dedicato anche una canzone.

Ne parliamo con l’autore Dennis Chinigò in arte R3D DMMIV, Red 2004 in numero romano.
Arriva ad Alte nel 2018 e subito si immerge nella sua realtà. La gira con gli amici, la scopre là dove gli adulti non sempre arrivano. Conosce coetanei provenienti anche da mondi lontani, lui siciliano e con i genitori arrivati al nord giovanissimi.
Ora abita in un appartamento nel cuore della Alte delle origini, e ha scoperto nel condominio i segni della presenza della famiglia Ramonda, “Mamma Gigetta” per intendere.
Poi la scuola al Ceccato, ma l’attrazione forte resta sempre la musica. Dennis passa ore e ore nella sua camera studio dove compone testi rap, urban. Ha la rima facile e, soprattutto, sa trasferire il ritmo al mondo che gli vive intorno.
Ne è un esempio il primo testo che dedica ad Alte. Il video che accompagna la canzone mostra Alte, quella di oggi con i suoi quartieri, quelli delle origini, e quelli residenziali, quella delle strade e dei parchi, del Kebab, del Bowling: i luoghi dove i giovani si incontrano e consumano la loro voglia di vivere, andare, cambiare.
“Welcome to my city, sto guardando il suo sky light… e scrivo versi…
“In piazza San Paolo i bambini giocano a calcio, cadono ed imparano”
Nel parco di via Volta ha fatto le sue prime esibizioni con gli amici Giuseppe e Mirco. Allora si chiamavano 041 Equipe e hanno lanciato la loro musica, il loro stile Urban.
Oggi il gruppo si è sciolto, ognuno lavora per sé e insegue nuovi progetti. Così si scopre che Alte Ceccato così bistrattata dal sentire più diffuso, è invece un laboratorio di creatività ed arte.
“Sono convinto che saremo noi generazioni multiculturali del futuro a cambiare la city, il nostro mondo. Avremmo bisogno di più spazi di aggregazione, di occasioni di incontro”.
Intanto si fermano in piazza, entrano nel primo Kebab, si incontrano al Bowling, e non fanno differenze.
E si innamorano pure! Nunzia è la ragazza di Dennis. Lui siciliano, lei napoletana. Con lo stesso destino, lontano dalla terra di origine, ma senza nostalgie. Anzi.

“Sono contenta di tornare a Napoli, ma per pochi giorni. Ho bisogno di far rientro ad Alte, dove sto veramente bene. Non giro di notte da sola, non è proprio sicuro, ma mi accompagna Dennis. Qualche volta incontriamo situazioni come quello che abbandona la bici in piazza e vi si stende accanto per dormire. Forse cercava un po’ di fresco!”
Segue Dennis nel suo percorso musicale, ne segue l’evoluzione fin dal giorno in cui Dennis diede appuntamento al bar Esprite ai suoi amici Giuseppe e Mirco per condividere l’avventura degli 041 Equipe.
Il futuro? Per i due giovani non c ‘è alcun dubbio: scrivere e suonare, cercare opportunità sempre nuove. E se ci fosse Ceccato?
“Pietro ci avrebbe ascoltato e dato un posto dove suonare. D’altra parte anche lui suonava e come noi credeva in una comunità unita.”


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