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“ALTE CECCATO, UN SOGNO DI CITTÀ”, QUATTRO TESI PER RACCONTARE LA COMUNITÀ E IMMAGINARNE IL FUTURO

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La nascita di Alte Ceccato, la sua trasformazione da cittadella industriale a quartiere multiculturale, il rapporto tra fabbrica e comunità e le prospettive per una nuova identità urbana. Sono questi i temi al centro della serata in programma giovedì 17 settembre alle 20.30, nell’ambito della mostra “Alte Ceccato. Un sogno di città”, allestita in viale Ceccato 60 a Montecchio Maggiore.

L’appuntamento sarà dedicato ad alcune tesi di laurea che hanno studiato Alte Ceccato da differenti punti di vista, ricostruendone la storia sociale e urbanistica e proponendo nuove riflessioni sul suo futuro.

Ad aprire il percorso sarà Antonella Centomo con la ricerca “La nascita di una comunità ‘artificiale’ nella memoria dei suoi primi abitanti. Alte Ceccato 1950-1960”. Un lavoro che riporta alle origini del quartiere sorto attorno alla fabbrica fondata da Pietro Ceccato e alla voce delle persone che contribuirono a costruire, insieme agli edifici e alle strade, una nuova comunità.

Caterina Schiavo, con la tesi “Alte Ceccato: da cittadella industriale a zona residenziale multietnica. Dagli anni Cinquanta ad oggi”, analizzerà invece i profondi cambiamenti vissuti dal quartiere nel corso di oltre settant’anni: dalla crescita legata all’industria fino alla realtà sociale e multiculturale dei nostri giorni.

Il rapporto tra impresa, territorio e comunità sarà al centro dell’intervento di Beatrice Michelin, autrice della ricerca “Da Adriano Olivetti a Pietro Ceccato: tra fabbrica e comunità”. Un confronto tra due esperienze imprenditoriali accomunate dall’idea che la fabbrica non dovesse essere soltanto un luogo di produzione, ma anche il motore di un più ampio progetto sociale.

Infine, Leonardo Pietrobon, Martina Biancato e Francesco Pieropan presenteranno “Alte Ceccato. Visioni e strumenti per una nuova identità urbana”, uno studio rivolto al futuro del quartiere e alle possibili strategie per valorizzarne gli spazi, la storia e il senso di appartenenza.

La serata sarà dunque non soltanto un momento di approfondimento, ma anche un’occasione per mettere in dialogo memoria e futuro attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. Conoscere come Alte Ceccato è nata e come si è trasformata può infatti aiutare a comprendere meglio la comunità di oggi e a immaginare quella di domani.

La mostra sarà aperta dalle 17.30 alle 22.30. L’ingresso è libero.

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