
IGOR NORI. QUANDO TUTTO DIVENTA ARTE
C’è chi lo conosce come direttore di coro, chi come cantante di una band metal, chi come tenore lirico drammatico, chi perché è stato consigliere
Si sono conclusi i campionati di calcio, quelli che riguardano le nostre squadre. Solo il San Vitale disputerà i Playoff.
Come sempre il bilancio è per alcuni positivi, per altri un po’ meno.
Si sa! La vita è così: si vince e si perde, si va avanti o indietro…
L’importante è imparare da quanto è capitato.
In ogni caso la fine di un campionato rappresenta la realizzazione di un percorso di un anno intero, partito a fine della scorsa estate, con un progetto pensato, frutto della intelligenza e della ‘vision’ di imprenditori, dirigenti, tecnici, uomini di sport che avevano allora deciso di investire su un campionato.
E questo ha comportato denaro, organizzazione, lavoro, tanto. Tanto di soldi, tanto di lavoro.
Qualsiasi risultato sia stato raggiunto, questo è il frutto di un lavoro di squadra. Buono o inefficace, ma sempre di squadra.
Nel gioco di squadra gioie e dolori vanno condivisi.
L’universo calcistico nel nostro paese è particolare, oseremmo dire speciale.
E proprio perché è speciale sarebbe interessante che ognuna delle quattro società calcistiche, che giocano e coinvolgono un gran numero di atleti, e quindi di famiglie, sapessero portare avanti un progetto comune. Così come da tempo propone il Presidente Aleardi.
Una società per i campionati nazionali, che portasse avanti il nome ultracentenario del Montecchio Calcio accogliendo i ragazzi più interessanti dei vivai e le altre società che facessero giocare nei livelli tra Elite e Prima Categoria.
Sarebbe possibile? Si, se mettessero insieme forze e risorse superando i campanilismi.
Tra l’altro ogni società oggi può contare su strutture e impianti di primo livello e quindi Montecchio Maggiore potrebbe diventare un interessante centro di formazione calcistico, capace di richiamare il fior fiore di tecnici e allenatori.
Ma bisogna mettere in comune idee ed impegno.
Come sarebbe bello che ogni piccolo atleta, maschio o femmina che sia, potesse iscriversi alla scuola calcio più vicina a casa sapendo che potrà partecipare a tanti momenti di confronto comuni e magari arrivare a giocare nelle categorie più prestigiose senza uscire dalla città.
Poi se dimostrerà di essere veramente bravo, saranno le società stesse che penseranno al suo futuro.

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