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8 MARZO: SBROLLINI (IV), INTERROGAZIONE SU CANCELLAZIONE DEL CONSIGLIERE DI PARITÀ

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COMUNICATO STAMPA

“Preoccupa l’intenzione del governo di cancellare la consigliera di parità, sostituendola con un nuovo ‘organismo per la parità’. Il rischio è di indebolire una figura che svolge un compito delicato nelle vertenze e nelle discriminazioni in campo lavorativo e i presidi sul territorio costituiti dalle consigliere e dei consiglieri locali. Ho presentato una interrogazione parlamentare urgente per avere chiarimenti”. Lo dice la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio, che ha depositato una interrogazione parlamentare alle ministre di Lavoro Calderone e Famiglia Roccella sullo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sugli organismi per la parità di trattamento.

“Smantellare un istituto importante come il consigliere di parità, proprio alla vigilia dell’8 marzo, sarebbe un ulteriore danno alle donne, portato ancora una volta avanti dalle donne di questa maggioranza. La figura andrebbe piuttosto rafforzata e dotata di strumenti e risorse adeguate. È assolutamente necessario – aggiunge Sbrollini – fornire rassicurazioni sulle reali intenzioni del governo che, nonostante la prima premier donna, ci ha abituato ad avere scarsa considerazione delle esigenze delle donne”.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
– Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali
– Al Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità
Per sapere – premesso che:
– la figura della consigliera e del consigliere di parità è prevista dalla normativa nazionale quale presidio istituzionale per la promozione e la tutela del principio di parità e non discriminazione tra donne e uomini nel lavoro;
– tali figure operano a livello nazionale, regionale e provinciale con funzioni di vigilanza e intervento nei casi di discriminazione di genere nei luoghi di lavoro, svolgendo attività di prevenzione, promozione della parità, conciliazione tra lavoratori e datori di lavoro e supporto nelle controversie relative a discriminazioni, molestie, mobbing e violazioni delle norme sulla parità di trattamento;
– le consigliere e i consiglieri di parità rappresentano un punto di riferimento territoriale per lavoratrici e lavoratori, in particolare per coloro che si trovano in condizioni di maggiore fragilità contrattuale o economica e che necessitano di strumenti di tutela accessibili;
– negli ultimi anni sono state segnalate da più parti difficoltà legate al funzionamento di tale sistema, tra cui la riduzione o l’assenza di adeguati finanziamenti dedicati, il carattere spesso volontaristico dell’incarico e ritardi nelle procedure di nomina e convalida da parte delle amministrazioni competenti;
– secondo quanto riportato da diversi organi di informazione, il Governo starebbe valutando, nell’ambito di un decreto legislativo, l’istituzione di un nuovo «Organismo per la parità», che potrebbe comportare una revisione o una riorganizzazione delle attuali strutture territoriali delle consigliere e dei consiglieri di parità;
– tale prospettiva ha suscitato preoccupazione tra operatori del settore, rappresentanti istituzionali e organizzazioni sindacali, che sottolineano l’importanza di mantenere presidi territoriali capaci di intercettare tempestivamente i casi di discriminazione e di promuovere concretamente la cultura della parità nei contesti lavorativi locali;
– nel contesto attuale, segnato da persistenti divari occupazionali e salariali di genere e da difficoltà di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, il rafforzamento degli strumenti di tutela della parità appare un obiettivo particolarmente rilevante;
si chiede di sapere:
– se il Governo intenda procedere all’istituzione del nuovo «Organismo per la parità» e quali siano le finalità e le competenze attribuite a tale struttura;
– se tale riforma comporti il superamento o la riorganizzazione delle attuali figure delle consigliere e dei consiglieri di parità a livello regionale e provinciale;
– quali valutazioni siano state effettuate circa l’impatto che eventuali modifiche all’attuale sistema potrebbero avere sulla tutela effettiva delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di discriminazione;
– quali misure il Governo intenda adottare per garantire la continuità e il rafforzamento delle attività di monitoraggio, prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere nel mercato del lavoro;
– quali iniziative si intendano promuovere per assicurare adeguate risorse, strumenti e coordinamento istituzionale alle politiche pubbliche in materia di parità di genere e pari opportunità nel lavoro.

Ufficio Stampa Sen. Daniela Sbrollini

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