
LR VICENZA. A NOVARA CON IL CUORE IN PACE E 12 PUNTI DI VANTAGGIO
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Piazza dei Signori piena di vicentini per celebrare l’80° 25 aprile e la Festa della Liberazione e per ascoltare l’orazione ufficiale di Walter Veltroni, che il sindaco Giacomo Possamai ha invitato in città in occasione della seconda ricorrenza del suo mandato.
Insieme alla partecipazione diretta dei cittadini c’è stata quella di chi li rappresenta nella politica, nella amministrazione, nelle istituzioni e nelle associazioni. Per il Comune oltre al sindaco e al consigliere Giacomo Bez nel ruolo di portabandiera, c’erano la vicesindaca Isabella Sala, le assessore Sara Baldinato e Cristina Balbi e il sindaco emerito Giorgio Sala. Sul palco anche i consiglieri comunali Stefano Notarangelo e Mattia Pilan.
L’eurodeputata Alessandra Moretti, le senatrici Daniela Sbrollini e Rosanna Filippin e la consigliera regionale Chiara Luisetto formavano la pattuglia tutta femminile di rappresentanti delle istituzioni. L’amministrazione statale era presente con il prefetto Filippo Romano e il questore Francesco Zerilli, la Provincia con il consigliere Marco Zocca, i sindacati con i segretari della CGIL e della UIL di Vicenza Giancarlo Puggioni e Carola Paggin. Il mondo dell’antifascismo vicentino contava sulle presenze del presidente dell’ANPI Luigi Poletto e di Francesco Binotto, presidente dell’Associazione Volontari della Libertà anche per il Forum delle Associazioni Antifasciste.
Tutte le associazioni d’arma vicentine, infine, hanno fatto picchetto davanti al palco con i loro labari. Fra i partiti, in mezzo al pubblico, erano riconoscibili dalle bandiere il Movimento5Stelle, il Partito Socialista, la Alleanza Verdi Sinistra e Rifondazione Comunista, ma c’erano anche il Partito Democratico (che aveva scelto di non esporre vessilli) e Italia Viva.

In vista le bandiere della Ucraina, della Unione Europea, di Israele, della Azione Cattolica, dello SPI CGIL.
La cerimonia è cominciata con l’alzabandiera e un minuto di silenzio in memoria di papa Francesco. Guglielmo Baldisseri dei Volontari della Libertà ha letto la motivazione della medaglia d’oro conferita nel 1995 (a far coppia con quella del 1866) al Comune di Vicenza e il primo intervento è stato quello di Francesco Binotto del Forum Antifascista. Hanno poi preso la parola il prefetto Romano e il sindaco Possamai. «In questa giornata, Vicenza si stringe attorno ai valori fondanti della nostra Repubblica – le parole del primo cittadino -: la libertà, la democrazia, la giustizia sociale, la pace. E lo fa con orgoglio, consapevole del proprio ruolo nella storia della Resistenza. Vicenza infatti non fu spettatrice. Vicenza fu protagonista. In queste strade e nelle nostre montagne si è lottato per liberare l’Italia dal giogo del nazifascismo. Penso alle tante donne e ai tanti uomini, spesso di giovanissima età, che scelsero di dire “no”. E penso a chi aiutò a nascondere, salvare, soccorrere. La Resistenza fu anche questo: un intreccio di vite e un popolo che non si arrese».
Attesissima, ha concluso la cerimonia l’orazione ufficiale di Walter Veltroni, più volte interrotta da applausi. Il fondatore del Partito Democratico ha tenuto un discorso di ampio respiro, centrato non solo sui contenuti tipici della Liberazione dal nazifascismo ma aprendo anche ai rischi che corrono oggi nel mondo la libertà e la democrazia alle prese con le emergenti oligarchie finanziarie e politiche. «Dove c’è la democrazia c’è la libertà – ha scandito Veltroni – mentre dove c’è la dittatura c’è la guerra».
L’oratore ufficiale ha anche sottolineato la necessità di evitare di cadere nelle semplificazioni e nel “pro o contro” tipici del mondo dei social: «va molto l’espressione follower ma a me non piace perchè vuol dire seguace».
«Il tempo dell’indifferenza è finito, adesso bisogna difendere e valorizzare la democrazia – ha concluso l’ex ministro -. Bisogna difendere e tutelare la libertà di ciascuno di noi. Ottant’anni fa i ragazzi della Resistenza non combattevano per la loro libertà, ma per la nostra».
GIANNI POGGI
Le video interviste di Gianni Poggi a Walter Veltroni, ad Alessandra Moretti, a Luigi Poletto e a Giancarlo Puggioni

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